Sono nato a Torino. Oggi vivo fuori città e lavoro come guest in tutto il nord Italia, soprattutto a Torino e dintorni.
Ho imparato a disegnare da autodidatta, molto presto. È sempre stato il mio modo di comunicare oltre il linguaggio verbale. Col tempo ho abbandonato i soggetti per esplorare la pura forma astratta.
Il tatuaggio è nato come un esperimento… che è ancora in corso.
Il mio primo maestro mi ha dato lo stretto indispensabile per iniziare. Questo mi ha spinto a sviluppare fin da subito un feeling con texture della pelle, tecniche e strumenti, totalmente personale.
Da allora sono passati più di dieci anni. Prima la pura curiosità e la costruzione di un metodo. Poi una fase di ricerca artistica. Ora mi concentro solo sul processo e sul corpo, su ciò che la forma comunica e il cliente immagina. La chiamo la fase primordiale del tatuaggio.
Lungo la strada ho attraversato molti linguaggi: pattern geometrici, tribal, blackwork, new school, micro-realismo, fine line, cyber. Ogni periodo aveva i suoi riferimenti. Poi ho trovato i miei.
Nel 2019 ho fondato Noir Cult. Dopo cinque anni ho voluto concentrarmi sullo spirito stesso del tatuaggio, così ho sacrificato l'attività che gestivo per dedicarmi alla mia visione artistica.
In qualche modo il Noir Cult è ancora reale, tenuto vivo dalle persone che hanno continuato a sostenermi anche senza uno studio fisico, e di questo sono grato.
Il mio stile è esattamente come il mio nome: Noirmancer. Lavoro con l'inchiostro nero come se fosse vivo. Un'entità capace di coscienza.
I miei riferimenti vengono dalla cultura cyber, dall'estetica hacker, dalla tecnomanzia, dal transumanesimo distopico. Lo stile ha preso forma in questi ultimi anni, quando ho lasciato ogni estetica tradizionale per andare verso forme organiche, dando loro una vita propria.
Osservo il corpo in modo dinamico, seguendone il flusso unico. Considero i tatuaggi sculture 4D, non disegni sulla pelle.
Uso solo inchiostro nero, alternando macchine a bobina e rotative autocostruite a seconda di ciò che ogni pezzo richiede. Quando possibile lavoro freehand, senza preset.
Tutto parte da una connessione con il cliente. Non scelgo i progetti in base al solo progetto, ma in base al rispetto e alla fiducia in quell'interazione.
Per me, tatuare significa realizzare la forma che una persona sente già dentro di sé.
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